I Castelli della Loira: "Il Castello di Chenonceau"


Castello di estrema eleganza e armonia architettonica, Chenonceau, a sud d'Amboise fu fatto costruire da Thomas Bohier, signore di Chenonceau, nel luogo in cui prima s'innalzava un castello più antico, del quale egli non conservò che il torrione.

Il Castello sembra uscire dalle acque in cui la sua immagine, durante le varie ore del giorno, si colora a seconda dei capricci della luce. A sinistra , su una sporgenza, fanno spicco la "libreria" e la cappella.
Chenonceau appartiene all'epoca in cui lo stile del Rinascimento si andava sostituendo, lentamente allo stile gotico, che traspare ancora qua e là.

Brillanti feste si svolgevano in questo castello, le più celebri ebbero luogo per l'arrivo di Francesco II, di Maria Stuart, di Carlo IX. La storia locale è legata alle donne che vi hanno vissuto, dal Rinascimento all'Ottocento, tanto da dare al castello il nome di "chateau des Dames".

Nel "secolo dei lumi" Madame Dupin vi tiene un salotto dove s'incontrano molti personaggi celebri dell'epoca tra i quali ricordiamo Jean Jacques Rousseau. Nel 1512 viene acquistato da Thomas Bohier che, dopo averlo fatto radere al suolo, affida a sua moglie, Caterina Briconnet, la direzione dei lavori. Alla morte dei Bohier, il figlio di questi Antoine, è costretto a cedere il castello al re Francesco I, e dopo qualche anno Enrico II, figlio di Francesco, ne fa dono a un'altra donna Diana di Poitiers, che, innamorata del castello, ordina che si creino giardini floreali e che si piantino un frutteto magnifico e una vigna lussureggiante. Su sua richiesta, intorno al 1555, Philibert Delorme collega con un ponte di archi e palafitte di legno il castello alla riva opposta.

I lavori di giardinaggio della favorita sono improvvisamente interrotti, all'inizio del mese di luglio del 1559, quando Enrico II muore trafitto dalla lancia di Montmorency durante un torneo. Entra allora in scena Caterina de' Medici, moglie di Enrico II, che alla morte del consorte, riesce a spodestare la rivale dal castello, offrendole in cambio il turrito Chaumont.

Come prima volontà la regina fa innalzare sul ponte di Diana una galleria, in stile classico, alta quanto il castello; in seguito commissiona l'ampliamento della residenza, realizzando un magnifico parco di gusto italiano e innovando sale e arredi con una splendida biblioteca e con il Cabinet Vert, il suo studio personale.


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