Le fontane di Roma...terza parte

Fontana del Tritone
Ed ecco il "Tritone", che caratterizza uno dei punti più intricati del traffico romano: piazza Barberini. Appoggiata ai delfini che la sorreggono con la coda, una grande conchiglia apre le sue valve a sostenere un tritone-un mostro marino di tre nature: pesce nella parte inferiore, cavallo nel petto e nelle zampe anteriori e uomo nella parte superiore del corpo,- capace di sollevare o placare le tempeste, per mezzo di una grande conchiglia marina usata come tromba, secondo gli ordini del dio del mare Nettuno. Però tutto il suo fiato ed il suo impegno sono appena sufficienti a far zampillare un modesto getto d'acqua che subito ricade.

Fontana dei Fiumi
E' opportuno ricordare che per l'erezione della fontana centrale di Piazza Navona, una delle più celebri di Roma, detta anche la "Fontana dei Fiumi", era stato indetto un concorso. Il Bernini, che non vi era stato invitato perchè caduto in disgrazia presso la Corte pontificia, non si perse d'animo e riuscì ugualmente a far collocare il suo progetto in una delle sale del palazzo del Papa. Tutto si svolse secondo le speranze del grande scultore. Infatti Innocenzo X, quando vide il progetto, se ne entusiasmò e affidò l'esecuzione della fontana allo stesso Bernini che, con il desiato incarico, riacquistò gli antichi onori. Una delle ragioni per cui il Bernini aspirava all'esecuzione di quella fontana era che, in piazza Navona, proprio dove avrebbe dovuto sorgere la "Fontana dei Fiumi", si ergeva, - e vi si trova tuttora,- la chiesa di S. Agnese, opera di Francesco Borromini, suo acerrimo nemico e rivale. La "Fontana dei Fiumi", infatti fu esattamente pensata dal Bernini per innalzarla di fronte alla suddetta chiesa: tre dei quattro fiumi raffigurati, il Nilo (Africa),il Gange, (Asia) e il Danubio (Europa) distolgono lo sguardo dalla chiesa, come se non volessero vederne, si malignò, le imperfezioni architettoniche. Solo il Rio della Plata che simbolizza l'America è rivolto verso la chiesa, ma con atteggiamento di vero terrore, quasi che abbia timore che il campanile di S. Agnese gli precipiti addosso, tanto il Bernini dubitava della stabilità dell'opera del rivale.

Oltre a queste quattro statue, attorno al grande bacino di ventitrè metri di diametro, si osservano altri simboli dei quattro continenti allora conosciuti: un leone, alcuni ciuffi d'agave, un cavallo galoppante e un serpente, il tutto come sferzato da un vento impetuoso. Il complesso è sormontato da un imponente obelisco che, - unica cosa stabile e sicura in mezzo a tanto movimento, - è un'imitazione romana degli antichi obelischi egiziani. Proviene dal Circo di Massenzio e poggia sulla scogliera dei fiumi, sotto la quale si apre il vuoto.


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